Le mie donne . Pezzetti di emozioni

Un’altra parte di me abita in un altro luogo.

Ogni quadro deve avere una propria vita, nasce da una mia emozione e da un mio vissuto, rimane nelle mie mani per un po’ di tempo , sapendo che prima o poi dovrà vivere altre vite e conoscere altre persone.

Mi piace immaginare le mie donne che negli scorci di tante stanze, ascolteranno ogni parola, ogni sussurro segreto, tutte le risate e i pianti.

Mi piace pensarle così, libere di percorrere la propria strada e capaci di trasmettere emozioni.

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La paura

Arrivo’ la paura. Quel giorno. Senza preavviso busso’ alla mia porta.

Era estate e le valigie lì, pronte per un viaggio. Non avevo tempo .

Lei se ne ando’ ed io partii.

E poi venne l’autunno e le foglie degli alberi si vestivano di colori caldi e passionali.

Quel giorno avevo lasciato una finestra socchiusa e lei entro’. Ancora,senza una telefonata.

Alzai lo sguardo e la vidi. Rimasi immobile e attonita.

Lei si avvicino’ , con un passo di danza , e mi prese le mani.

Da quel giorno non ci siamo piu’ lasciate.

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Le mie emozioni al tempo del coronavirus. Occhi

Ho visto lacrime , negli occhi sfuggenti , dentro una maschera di carta.

Una voce spezzata che cerca di uscire con tutto il fiato, all’aperto.

La maschera , quella vecchia che molti indossavano si è sgretolata. Quella di qualcuno è scivolata dentro un dirupo di lacrime di dolore, un’altra si è sciolta insieme a lacrime di liberazione , altre frammentate in un puzzle da rimettere in ordine.

Questo tempo sembrato infinito che ci è stato regalato ha smosso , scavato, riordinato.

Ci guarderemo negli occhi con occhi nuovi, non potremo piu’ abbassarli.

Forse quella che ci sembra una gabbia nella quale deve restare il volto , finirà di completare il nostro lavoro iniziato e mai finito.

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La storia di “Prenditi le ali “

A metà febbraio ricevo un messaggio da Passepartout Gallery di Milano con la proposta di partecipare a una mostra ormai annuale sul tema della donna . “Donne in rinascita “è il titolo . Ogni volta che ricevo qualche proposta per partecipare ad una mostra mi eccito come una bimba piccola alla quale è stato detto che arriverà Babbo Natale. Si aprono all’istante tutte le porte a nuovi orizzonti creativi. Comincio a pensare se ho già quadri che potrebbero soddisfare i requisiti della mostra , ma ogni volta metto in discussione tutto quello che ho realizzato fino a quel momento. Poi non mi piace riciclare , è troppo comodo e soprattutto poco stimolante.

Inizio a fare voli pindarici su cosa realizzare di nuovo. Mi pongo delle domande: quale potrebbe essere la storia che sta dietro a una donna che ha subito ingiustizie, violenza , malattia?

Figlia di una generazione di donne che ancora arrancava nel riconoscimento dei propri diritti, ho respirato appieno i sensi di colpa inferti dalla mia famiglia e dalla società dell’epoca per chi, come me voleva avere la libertà di essere e non di apparire.

Mia nonna siciliana mi chiamava “ribbellista” forse perchè volevo capire chi ero veramente.

Ho lavorato per anni su quei sensi di colpa ma la tendenza a fare cio’ che la società imponeva è sempre stata forte. Finalmente dopo tanti anni e vicende che mi hanno messo duramente alla prova ho capito molte cose .

La prima è che LA LIBERTA’ NON TI VIENE DATA MA CHE TE LA DEVI PRENDERE CON TUTTE LE FORZE CHE HAI.

Che LE DONNE HANNO UNA MARCIA IN PIU’ RISPETTO AGLI UOMINI, SONO NATE PER CREARE E QUINDI PER LA VITA e quindi hanno dentro di se questa forza enorme che le puo’ riscattare da ogni condizione negativa.

Le DONNE POSSONO VOLARE DOVE VOGLIONO NONOSTANTE IL DOLORE, LE FERITE , LA MALATTIA. .SE VOGLIONO.

PRENDIAMOCI LE NOSTRE ALI E VOLIAMO !!!!

Da questi pensieri è nato questo volto di donna ferito con queste ali che sembrano piume e corona d’oro , gli occhi misti di dolore e speranza , la bocca che accenna un sorriso.

MI IMMERGO NEL SUO VOLTO E VOLO ……

Le mie emozioni al tempo del coronavirus . Un occasione da non perdere

La motivazione è un’emozione che ci spinge verso i nostri obiettivi , è il motore di ogni azione che facciamo …

Ci sono momenti nella vita in cui devi essere pronto . Le emozioni la fanno da padrone. Si accavallano ad una velocità vorticosa ,fluttuando da un estremo all’ altro senza sosta . Eppure questo tempo che sembra infinito è servito a tutti, me compresa .

All’inizio quando tutti parlavano di ciò che stava succedendo in Cina era una cosa che non mi apparteneva e che presto si sarebbe risolta . Ma come tutti sanno le cose non sono andate così è la nostra vita è stata rivoluzionata in pochi giorni.

Un occasione da non perdere ……utilizzare questo tempo sacro, straordinario che di solito non abbiamo mai a disposizione è servito a me per generare immagini creative. Mi sono isolata da tutte le immagini che quotidianamente ci vengono somministrate dai media per creare dentro di noi un ombra, e ho cominciato a pensare come impiegare il tempo per portare avanti qualche altro progetto messo nel cassetto da tanto tempo ,per leggere , approfondire argomenti tralasciati che erano in standby e ascoltare musica.

LAVORARE PER CREARE IMMAGINI DENTRO DI ME CHE RIEMPISSERO LA MIA ANIMA .

ORA E’ IL MOMENTO CHE RENDE LEGITTIMA LA REALIZZAZIONE DI OGNI SOGNO NEL CASSETTO CHE AVEVAMO , O ALMENO PIANTARE DEI SEMI CHE PIANO PIANO CRESCERANNO .

Dobbiamo utilizzare i nostri talenti e ognuno di noi ne ha uno , sono sepolti sotto anni di maschere e stress , di obblighi e forzature .

Questo tempo che ci è stato concesso , è stato per me e per molti un regalo immenso .

IL TEMPO PER RICOMINCIARE AD INNAMORARCI DI NOI STESSI E DI RITROVARE IL CENTRO.

Le mie emozioni al tempo del coronavirus . Incredulità

L’incredulità e una negazione del problema sono state le mie prime armi di attacco a questa cosa che improvvisamente arrivava nella mia e in altre vite. Quando sembrava che ancora tutto si potesse tenere sotto controllo e i divieti mi permettevano ancora di muovermi all’interno del comune di residenza ne ho approfittato per trascorrere piu’ tempo nel mio studio a dipingere . Ero felice perchè in quei momenti di confusione e di incertezze potevo trovare un posto dove tutto era come sempre … buttare sulla tela colori mi poteva fare evadere dalla quotidianità semisurreale.

Ma questo è durato solo pochissimi giorni…

Il mio studio è in una frazione del paese dove abito io e nel momento in cui c’è stato l’obbligo di restare a casa , improvvisamente non ho avuto piu’ la possibilità di dipingere. Qualche mese fa avevo fatto il trasloco definitivo di tutte le mie tele, colori etc. e andarli a riprendere era un impresa impossibile.

E ora cosa faccio ? Un senso di IMPOTENZA e un pizzico di RABBIA cominciano ad avere un piccolo sopravvento… ma poi penso alle persone che stanno male e mi dico SONO FORTUNATA …

Comincio a cambiare prospettiva e cerco di capire come utilizzare tutto il tempo che ho a disposizione stando in casa ……ho tanti progetti incompiuti ..mi metto a rielaborarli ….dal dire al fare c’è di mezzo ….la motivazione

Tutto scorre …

Tutto scorre e niente sarà come prima ….

Tutto scorre come l’acqua che scende dal torrente… mi piace restare qui ogni mattina e rubare tanti attimi per sentire ogni mio respiro e disattivare ogni pensiero dettato dalla ragione.

Lo sento il sole che scalda la mia pelle e la brezza che si insinua tra i miei capelli.

E resto muta perchè le mie parole intralcerebbero cio’ che la natura mi sta comunicando.

E’ in questo luogo che le EMOZIONI ritrovano una dimensione di profondo contatto con la natura e me stessa.

E rimango nell’attesa di un rinnovato incontro in questo incanto di primavera.

Il mio primo amore ………..la musica

Il mio primo amore …..la musica

Il primo amore che si ha nella vita è cio’ che ti viene trasmesso dai genitori.

E io sono sempre stata innamorata della musica.

Non sei un vero parmense se non ti intendi di prosciutto, cappelletti, formaggio e naturalmente di musica lirica.

Tutti i miei ricordi sono impregnati di musica. A casa mia un disco di musica classica o di opera lirica è sempre stato il protagonista

Mio papà mancato tenore con una voce stupenda ha sempre cantato le arie di tutte le opere, dalla Cavalleria Rusticana, alla Turandot, Rigoletto e chi più ne ha ne metta..

All’epoca non capivo, mi dava fastidio sentirlo cantare, a volte mi vergognavo se cantava davanti ad amici ma con il tempo quella musica che tanto odiavo è cominciata ad entrarmi dentro .

SOLO CON IL PASSARE DEGLI ANNI HO INIZIATO AD APPREZZARE  E AD AMARE OGNI SINGOLA NOTA ..

QUELLA MAGIA CHE SI INSINUAVA NEL MIO PROFONDO OGNI QUALVOLTA CHE NON RIUSCIVO AD ESPRIMERE QUELLO CHE PROVAVO …

Inizio della storia….

Inizio della storia ..

Pronti , partenza …via!!!

Chi di voi non ha mai scritto un diario personale alzi la mano ! Non mi sembra ci siano tante mani abbassate!

Eh si, perchè in quei movimenti di danza con la nostra mano che afferra la penna per scrivere c’è una ricerca di chi siamo e che cosa sentiamo.

Il mio primo diario segreto mi è stato regalato a 10 anni ..il vero diario con tanto di lucchetto. Peccato che ho perso la chiave dopo due giorni e quindi tutti potevano benissimo leggere tutto quello che scrivevo……ma questo non mi è mai importato tanto o forse era uno stratagemma inconscio per farmi leggere dentro da mamma e papà.

Le mie prime poesie nostalgiche sulla Liguria , le cinque terre …posti in cui avevo vissuto fino ad allora e che avevo già lasciato per tornare a Parma , città di origine dei miei genitori.

Già a 10 anni facevo introspezione senza rendermene conto…le emozioni si esprimevano attraverso la poesia…già allora facevo qualche disegno ma all’epoca come tante volte anche al giorno d’oggi l’arte era una disciplina che non si insegnava … o eri un bambino talentuoso oppure disegnare non faceva per te. IO ERO DELLA SECONDA CATEGORIA..!!!