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L’ origine

Mi desti alla luce in un campo di grano che illuminava la notte.

La terra si bagno’ del tuo fecondo sangue e rossi papaveri mi inondarono il cuore.

Quel rosso divento’ passione e lacrime e le radici di quell albero rimasero lì ad aspettarmi.

La paura

Arrivo’ la paura. Quel giorno. Senza preavviso busso’ alla mia porta.

Era estate e le valigie lì, pronte per un viaggio. Non avevo tempo .

Lei se ne ando’ ed io partii.

E poi venne l’autunno e le foglie degli alberi si vestivano di colori caldi e passionali.

Quel giorno avevo lasciato una finestra socchiusa e lei entro’. Ancora,senza una telefonata.

Alzai lo sguardo e la vidi. Rimasi immobile e attonita.

Lei si avvicino’ , con un passo di danza , e mi prese le mani.

Da quel giorno non ci siamo piu’ lasciate.

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La storia di “Prenditi le ali “

A metà febbraio ricevo un messaggio da Passepartout Gallery di Milano con la proposta di partecipare a una mostra ormai annuale sul tema della donna . “Donne in rinascita “è il titolo . Ogni volta che ricevo qualche proposta per partecipare ad una mostra mi eccito come una bimba piccola alla quale è stato detto che arriverà Babbo Natale. Si aprono all’istante tutte le porte a nuovi orizzonti creativi. Comincio a pensare se ho già quadri che potrebbero soddisfare i requisiti della mostra , ma ogni volta metto in discussione tutto quello che ho realizzato fino a quel momento. Poi non mi piace riciclare , è troppo comodo e soprattutto poco stimolante.

Inizio a fare voli pindarici su cosa realizzare di nuovo. Mi pongo delle domande: quale potrebbe essere la storia che sta dietro a una donna che ha subito ingiustizie, violenza , malattia?

Figlia di una generazione di donne che ancora arrancava nel riconoscimento dei propri diritti, ho respirato appieno i sensi di colpa inferti dalla mia famiglia e dalla società dell’epoca per chi, come me voleva avere la libertà di essere e non di apparire.

Mia nonna siciliana mi chiamava “ribbellista” forse perchè volevo capire chi ero veramente.

Ho lavorato per anni su quei sensi di colpa ma la tendenza a fare cio’ che la società imponeva è sempre stata forte. Finalmente dopo tanti anni e vicende che mi hanno messo duramente alla prova ho capito molte cose .

La prima è che LA LIBERTA’ NON TI VIENE DATA MA CHE TE LA DEVI PRENDERE CON TUTTE LE FORZE CHE HAI.

Che LE DONNE HANNO UNA MARCIA IN PIU’ RISPETTO AGLI UOMINI, SONO NATE PER CREARE E QUINDI PER LA VITA e quindi hanno dentro di se questa forza enorme che le puo’ riscattare da ogni condizione negativa.

Le DONNE POSSONO VOLARE DOVE VOGLIONO NONOSTANTE IL DOLORE, LE FERITE , LA MALATTIA. .SE VOGLIONO.

PRENDIAMOCI LE NOSTRE ALI E VOLIAMO !!!!

Da questi pensieri è nato questo volto di donna ferito con queste ali che sembrano piume e corona d’oro , gli occhi misti di dolore e speranza , la bocca che accenna un sorriso.

MI IMMERGO NEL SUO VOLTO E VOLO ……

Il mio primo amore ………..la musica

Il mio primo amore …..la musica

Il primo amore che si ha nella vita è cio’ che ti viene trasmesso dai genitori.

E io sono sempre stata innamorata della musica.

Non sei un vero parmense se non ti intendi di prosciutto, cappelletti, formaggio e naturalmente di musica lirica.

Tutti i miei ricordi sono impregnati di musica. A casa mia un disco di musica classica o di opera lirica è sempre stato il protagonista

Mio papà mancato tenore con una voce stupenda ha sempre cantato le arie di tutte le opere, dalla Cavalleria Rusticana, alla Turandot, Rigoletto e chi più ne ha ne metta..

All’epoca non capivo, mi dava fastidio sentirlo cantare, a volte mi vergognavo se cantava davanti ad amici ma con il tempo quella musica che tanto odiavo è cominciata ad entrarmi dentro .

SOLO CON IL PASSARE DEGLI ANNI HO INIZIATO AD APPREZZARE  E AD AMARE OGNI SINGOLA NOTA ..

QUELLA MAGIA CHE SI INSINUAVA NEL MIO PROFONDO OGNI QUALVOLTA CHE NON RIUSCIVO AD ESPRIMERE QUELLO CHE PROVAVO …

Inizio della storia….

Inizio della storia ..

Pronti , partenza …via!!!

Chi di voi non ha mai scritto un diario personale alzi la mano ! Non mi sembra ci siano tante mani abbassate!

Eh si, perchè in quei movimenti di danza con la nostra mano che afferra la penna per scrivere c’è una ricerca di chi siamo e che cosa sentiamo.

Il mio primo diario segreto mi è stato regalato a 10 anni ..il vero diario con tanto di lucchetto. Peccato che ho perso la chiave dopo due giorni e quindi tutti potevano benissimo leggere tutto quello che scrivevo……ma questo non mi è mai importato tanto o forse era uno stratagemma inconscio per farmi leggere dentro da mamma e papà.

Le mie prime poesie nostalgiche sulla Liguria , le cinque terre …posti in cui avevo vissuto fino ad allora e che avevo già lasciato per tornare a Parma , città di origine dei miei genitori.

Già a 10 anni facevo introspezione senza rendermene conto…le emozioni si esprimevano attraverso la poesia…già allora facevo qualche disegno ma all’epoca come tante volte anche al giorno d’oggi l’arte era una disciplina che non si insegnava … o eri un bambino talentuoso oppure disegnare non faceva per te. IO ERO DELLA SECONDA CATEGORIA..!!!

Tracce del passato

A volte il passato ci insegue come un fantasma . E ci spaventa.

Quella paura che non abbiamo elaborato si ripresenta puntualmente nei momenti in cui cerchiamo di spiccare il volo.

Ma se la guardiamo con occhi diversi capiamo che quelle tracce ci hanno forgiato e trasformati in quello che siamo.

Non esiste il passato ma questo istante.

Il futuro va scritto senza paura.

Nora …Sardegna luglio 2020

Nora è nel mio cuore. Quell’energia ancestrale, quel linguaggio segreto che nasce dalle pietre e nel mare da’ il suo libero sfogo. Ascolto i respiri delle ridenti anime che la abitano ancora . Lo sguardo verso i gabbiani e nel mare che abbatte ogni confine. Le voci di chi, prima di me ha intessuto storie, i passi lenti nelle vie pietrificate. Bisogna prendere fiato. Perché la bellezza è infinita : quasi un volo tra i graniti.

Le dune ….Sardegna 2020

Cammino nel deserto e guardo il mare . Il mio destino è li , ma non lo vedo. Sabbia dentro gli occhi . Il vento forte ha spazzato via tutte le certezze , sento il deserto nell’anima e la luce accecante dentro gli occhi. Affondo ogni passo nella sabbia e sento il fuoco che brucia ciò che mi sorregge. . Mi sento vacillare e vorrei bere acqua. Ma il mare ti inghiotte e non ti disseta. Lui basta a se stesso perché è l’infinito. Ma ho imparato con il tempo che il vento può anche accarezzarti, il fuoco scaldarti e il mare avvolgerti . E continuo il mio cammino.

L’Arte è un vestito fatto su misura

Spesso butto colori a caso sulla tela . La mia anima vuole uscire dalla gabbia della razionalità. Non mi interessa il risultato e non penso neppure a dare un significato a ciò che faccio. In questo quadro c’è un pezzetto della storia di ogni opera che realizzo . sono i colori che avanzano e non voglio sprecare. Qui dentro si racchiudono tante storie e gesti . Ed è in questa gestualità “casuale” che l’inconscio si riconosce pienamente e si realizza la liberazione del cuore e dell’anima . Non abbiamo bisogno di comprare vestiti che ci mascherano , il nostro ce lo cuciamo noi con i nostri colori, le nostre forme , i nostri gusti e desideri . E quando ci entreremo saremo persone nuove.